PROMETHEUS

Ideazione e coreografia LUDOVIC PARTY
Musiche SERGEI RACHMANINOV, STEVE REICH,
BENAT ACHAIRY, KODO, ORESTES STÀSIMOS
Interprete ANTONINO FILARDO
Visual Artist ALICE FELLONI
Voce Off MAURO TOSCANELLI
Costumi LUDOVIC PARTY
Prima alla Biennale Internazionale di Danza della Martinica

 

Il mito di Prometeo da sempre ha affascinato donne uomini, pensatori ed artisti di ogni secolo e di ogni disciplina, e
questo probabilmente perché ha simboleggiato nel tempo la lotta delle forze amiche del progresso umano e delle civiltà contro ogni forma di potere. Si delineano per noi due temi importanti legati alla storia di Prometeo:

1. Il Potere
2. La Libertà

Per parlarne ci siamo ispirati ai lavori della filosofa politica tedesca Hannah Arendt, per la quale il potere riposa
necessariamente sul consenso degli attori politici, sulla libertà di cittadini impegnati in un mondo comune,
altrimenti, appunto, meglio parlare di coercizione che, come tale, non è una categoria della politica ma strumento di
moltiplicazione della forza naturale, essenza neutra e disumana, potere di asservimento dell’unico o del gruppo.
Hannah Arendt dice che l’invenzione della libertà è in concomitanza con l’invenzione della politica, ma la politica non è necessaria, quello che è sempre esistito è il potere. Ciò che distingue la vita comune degli uomini nella polis da tutte le altre forme di comunità umana con cui i greci erano familiari, è la libertà.

Gli schemi mentali di potere e libertà sono particolarmente materialistici e negano il potere e la libertà inerenti alla nostra stessa esistenza. È il culto del confronto e dell’apparenza che ci fa rivolgere ai poteri. In questa pièce danzata da un uomo solo, vogliamo fare un parallelo tra l’incatenamento di Prometeo, quindi di tutti gli uomini e indagare la privazione della libertà da un potere divino e da un potere politico; il desiderio di libertà e quindi la libertà mentale nonostante le catene, per liberarsene affrontando un viaggio tra le emozioni e il vissuto di un titano dei giorni nostri, che si scioglierà in una estasi liberatoria. Per questo useremo il video 3D o video mapping* per sostenere il viaggio del nostro “eroe”, e rendere visibili le sue emozioni.

*Il video mapping è una particolare forma di realtà aumentata, detta anche Spatial Augmented Reality o più in
generale ascrivibile alla categoria della mixed reality, e consiste nell’arricchire, con la mediazione e l’uso di un
sistema di video proiezione e un computer, la percezione sensoriale umana con l’aggiunta di ulteriori informazioni rispetto a quelle percepite dall’osservatore